Castello San Giuseppe: la Storia

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Il Convento che divenne Castello….

Castello San Giuseppe si adagia sulla sommità del Monte Albagna, uno dei luoghi più antichi di insediamento umano della zona del Canavese.

Grazie alla sua posizione strategica, divenne un punto di osservazione militare già per i Romani durante le battaglie contro i Salassi.

Accarezzando con lo sguardo le colline e i declivi circostanti,si possono ritrovare le atmosfere che hanno ispirato i personaggi della storia dell’eremo di S. Giuseppe che si concretizza e si disperde dal 1004 ai nostri giorni con un alone di affascinante mistero….

 

E’ il 1640.

Un veterano del reggimento delle milizie Sabaude, tale Tomaso Barberio da Guarene, deluso e amareggiato dalle violenze vissute in anni di vita militare, si ritira in eremitaggio sulla cima di questo monte.

Religioso egli stesso e guidato dalla spiritualità del luogo, costruisce in poco tempo una cappella dedicata a S.Giuseppe d’Arimatea, traendo spunto dall’ ancor più antico pilone votivo.

La Curia Romana concede ufficialmente la veste e il titolo di “eremita“ a Tomaso.

 

Nell’aprile del 1661, il Vescovo di Ivrea autorizza la costituzione di una confraternita che già richiama un centinaio di frati.

Alla sua morte, Tomaso, sia per i molteplici episodi miracolosi segnalati, sia per l’importanza spirituale acquisita dal luogo, lascia un profondo vuoto nella sua comunità.

Il suo romitorio viene dapprima preso in consegna dai Padri Teresiani, e successivamente dai Padri Carmelitani.

Questi ultimi ottengono da Roma l’autorizzazione a costruire un convento .

 

Dopo la prima occupazione del Piemonte da parte dei Francesi, che lo devono abbandonare per l’intervento degli Austro-Russi, segue la seconda riconquista da parte dell’ Imperatore Napoleone, che confisca il convento di San Giuseppe per scopi militari.

 

Non considerando l’ultimo tentativo di pacifica resistenza dei frati, l’imperatore fortifica il convento che diventa a tutti gli effetti un castello e viene utilizzato come punto di osservazione.

Terminato il periodo militare, la struttura annovera parecchi proprietari, tra cui la famiglia di Napoleone, Beauharnais, e giunge, fra gli altri, al poeta Giuseppe Bianchi, che ospiterà alla fine dell’Ottocento la celebre attrice Eleonora Duse ed il compositore Arrigo Boito, i quali vissero un’appassionante storia d’amore, testimoniata dalle lettere sia del Boito che della Duse.

Eleonora Duse *painted on vellum (probably) *8 x 6 cm *signed l.r.: V. Corcos *inscribed verso: Dono del pittore Vittorio Corcos alla grande attrice Eleonora Duse

 

Intorno al 1930, il proprietario, l’italo-americano Giovanni Perona, ospita diversi importanti attori in auge in quell’epoca,fra cui Ginger Rogers.

Gli anni della seconda guerra mondiale porteranno al degrado la struttura che verrà utilizzata prevalentemente dal punto di vista agricolo, con il potenziamento delle vigne e degli orti per la

produzione di primizie, tardizie e vino favoriti dalla posizione e dalla tipologia di terreno.

L’ultimo proprietario della struttura annoverato ,prima degli attuali, sarà la società Olivetti .

 

Il Castello, dopo anni di abbandono, viene riscoperto dagli attuali proprietari che, ispirati forse anch’essi dalla magia del luogo, iniziano a restaurare e riaprire le antiche sale e celle ad ospiti e a

manifestazioni artistiche e culturali, nell’ambito delle quali si respira ancora l’atmosfera di pace e serenità di un tempo, riportando con passione il luogo all’antico splendore.