Lettera di Arrigo Boito giugno 1888

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Milano,16/17 Giugno 1888nobile

Signora Eleonora Duse
Via Forzate 1454 – Padova

[Arrigo] porterá Bumba bella [Eleonora] con sé in una gran casa santa, alta, serena
e veramente romita.
Dalle finestre della vasta camera di (Eleonora) guardando in giú, nell’aria fonda,
si vedono i falchi volare…
I due vivranno (sempre insieme) la vita dei due…
E adesso venite qua` e statemi a sentire:
“Convento di San Giuseppe”.
Il posto è bello, bello, bello, bello,ed è meno isolato di quello che pare,
in venti minuti di discesa si arriva a un paesetto.
Lassú, in convento, ci sono delle gallinette che fabbricano delle uova
e delle uova che fabbricano le gallinette.
Questa combinazione è eccellente e ingegnosissima.
Dunque il pranzo c’é. – ma l’orto del convento dará a (Eleonora) dei fiori, anche dei fiori!
E il desinare è completo.
Ma l’orto del convento ci dará anche dei frutti. Tu alzerai la piccola mano e li riceverai dal ramo
(povero ramo)che si lascierá spogliare.
Ma nell’orto del convento ci sono anche legumi e l’insalata neonata,
puttina come le violette!
E cé anche la fabbrica del latte fresco, nella stalla, del latte caldo, buono, buono, appena munto…
[Eleonora] avrá una camera spaziosa e accanto a questa un’altra camera con tant’aqua
per l’avorio bello.
[Arrigo] avrá una camera da studio, grande anche quella, e due camerette vicine alla camera di [Eleonora] divise da un corridoio da quella.
Ci sará un camerone per l’amico. Cé posto per tutti e tutto…
Il luogo è romito benché non troppo lontano da un paesello di gente viva.
Se [Eleonora] avrá paura si stringerá al collo di [Arrigo] e poi dirá: la manina;
e si addormenterá.
I rami da cucina ci sono. L’aqua da bere è freschissima e purissima. Stoviglie ce ne sono.
La cantina è piena di botti piene…
Le tue casse di bella roba, completeranno l’addobbo del romitaggio.
Domani. Tutto vi diró.
Salute, gioia mia !…
Quella montagna è facile, è buona, è dolce, è santa.
Vedrai,vedrai ! è un paesaggio di Siria o di Palestina, pare una scena del Vangelo.
Oggi basta.
Creatura.
Dita se ve ne voglio tanto, e voi?
Arrigo Boito